由德必意大利、中意设计交流中心和国际文化交流发展协会主办,佛罗伦萨市政府、上海设计之都促进中心支持的威尼斯美术学院Miriam Pertegato教授线上展《恩典的转译》于意大利时间2025年12月29日12时上线。
La mostra personale online “IN COMMUTATA GRAZIA” della Professoressa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Miriam Pertegato, organizzata da DoBe Italy, Sino Italian Design Exchange Center e Cross-Cultural Communication and Development Association (CCCDA), con il patrocinio del Comune di Firenze e il supporto dello Shanghai Promotion Center for City of Design, è stata inaugurata alle ore 12:00 (ora italiana) del 29 dicembre 2025.
La grazia commutata nel gergo giuridico italiano, indica l’attenuazione o l’annullamento di una pena a seguito di una condanna, concessa per volontà del Presidente della Repubblica. Si tratta di un provvedimento straordinario, applicato solo in casi molto particolari a favore di un condannato.
La grazia, secondo il vocabolario italiano, è la qualità naturale di tutto ciò che, per una sua intima bellezza, delicatezza, spontaneità, o per l’armonica fusione di tutte queste doti, impressiona i sensi e lo spirito.
Commutare una grazia, è ciò che mi è concesso fare ogni volta che l’oggetto delle mie contemplazioni si traduce in una immagine.
Questa mostra raccoglie una selezione di opere realizzate negli ultimi cinque anni, e nel suo insieme esprime i temi centrali della mia poetica: il rapporto con la natura, l’osservazione della trasformazione, crescita e decadimento come condizione costante dell’esistenza.
Ogni cosa che rappresento trae origine dalle mie esperienze dirette, il mio lavoro è preceduto da uno stato di contemplazione, una esperienza di bellezza di qualcosa che ho visto o vissuto e che non mi resta che rievocare con immagini in “commutata grazia”, alleggerita del suo vivo potere ma al contempo devota e riconoscente alla sua fonte di ispirazione.
Lavoro con medium che non consentono ripensamenti, principalmente uso tempere, acquerelli o inchiostri su carta poiché mi piace che ogni mio lavoro possa rivelare la freschezza di un gesto e lasciare tracce di spontaneità in qualche forma di imperfezione. Qualche volta mi servo del collage per assecondare alcune intuizioni e applico presenze, forme e colori che mi consentono di divagare, o semplicemente di assecondare uno stato d’animo.
Anche quando dipingo in digitale cerco di utilizzare una pittura franca e immediata, e di non ricorrere ai ripensamenti facilmente consentiti dal tasto “annulla”; uso il tablet principalmente per dipingere dal vero e annotare con un mezzo agile di ciò che cattura il mio sguardo.
Durante l’ultimo anno e mezzo ho messo da parte il disegno e, più in generale, ogni forma di rappresentazione esplicitamente narrativa. Ho lavorato con rapide pennellate su piccoli formati, senza un intento preciso, se non quello di restare in ascolto e di lasciarmi guidare dalle immagini in divenire. Ne è nata una raccolta di “paesaggi senza meta”, in cui affiorano luoghi e sensazioni che ho ritrovato custoditi nella mia memoria.
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