31/05/2013

Reset

Bene. Il mio dovere istituzionale nel ruolo di promotrice del corso estivo di Pittura e Disegno continua qui, questo spazio torna ora al servizio delle mie esternazioni più personali.

Ogni artista ha dei riti, anche una personcina tranquilla tranquilla e poco artistoiode come me. Ci deve essere uno spazio fisico privato per comporre e che sia sporco, piccolo, vasto o ordinatissimo poco importa, il fatto è che di tanto intanto va resettato. Va tolto di mezzo quel che c'era prima, ripulita la vista delle vecchie carte, tele o idee che siano, serve poi un buon proprosito come "da domani si riparte alla grande". Si passa il mocio per terra, si archiviano le cose vecchie ritornate dalle mostre, una lavata ai pennelli e tanta, tanta carta immacolata ad aspettare.

Sembra tutto perfetto, arriva il momento in cui trovo le condizioni per lavorare a lungo, ho un sacco di idee per la testa e improvvisamente quella carte bianca stesa da settimane ad aspettare diventa minacciosa e persino ostile. Ma dove era finito tutto il mio entusuasmo? Negli anni ho imparato che anche questo atteggiamento fa parte del gioco, quasi fosse anch'esso parte di un rituale, è la fase spleen che fa buttare via un sacco di materiale e poi affiorare lentamente le buone idee, senza che mi sia possibile riconoscerle immediatamente. Fortunatamente.

Ecco: ora sono in questa fase, con il mio studio ripulito e pronto, la testa piena di pensieri visivi aggrovigliati e al momento una mano un po' incerta a cercare di interpretarli.

Vado a dipingere.